Naufraghi nella rete. Adolescenti e abusi mediatici

Naufraghi nella rete. Adolescenti e abusi mediatici

La soggettività umana è oggi attraversata dalle tecnologie multimediali. Assistiamo ad una sommersa ma perentoria mutazione antropologica, che tocca il pensiero e l'identità dell'uomo: la multimedialità costituisce una produzione sociale e culturale, ma anche psicologica.

Per gli adolescenti, eterni Ulisse alla ricerca di un orizzonte perduto, il mondo del virtuale si propone come il riparo di Circe, una tentazione cui non sanno resistere. Si materializza un incontro fruttuoso che propone copie del reale indolori e morbide, scorciatoie prive del pedaggio problematico e sofferto di questa fase evolutiva. Il virtuale rafforza l'idea di una vita in cui non c'è spazio per la complessità, che risponde alle leggi della fuga e dell'onnipotenza. Una fuga rafforzata dalla debolezza di sistemi di riferimento significativi come la società, la scuola, la famiglia. Una fuga che atrofizza il rapporto con il reale.

Il testo propone una lettura originale di queste nuove forme patologiche. Emergono un'ampia panoramica sulla letteratura dell'argomento e nuove tesi interpretative sul piano psicodinamico, cognitivo, relazionale. Chiavi di lettura rinnovate e alcuni concetti originali si concretizzano in una proposta terapeutica multidisciplinare ed integrata, empirica e provvisoria, tesa a riportare nel cortile del reale esistenze sempre più perse nel mare del virtuale.